Del 21/02/2010 di Armstrong in (Sanremo) Votata 2 volte
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La sessantesima edizione di Sanremo è vinta dal neo artista figlio del programma di Maria De Filippi, Valerio Scanu
alberto90
dice:
Il: 21/02/2010 alle 14:36
Nn si commenta sulle doti canore di Marco Mengoni, interessante e soprattutto innovativo, il suo timbro qui in Italia manca non c'è, e non dubito che possa davvero sbancare negli States. (Ad es. Adam Levine dei Maroon 5 è il primo riferimento che mi viene da citare con Mengoni)
Critico la sua canzone, le sue parole. Si gioca sul ritmo musicale, non sul messaggio (e lo stesso dicasi per Scanu, che personalmente ho apprezzato).
E musicalmente (dirò in termini più tecnici la "struttura vocale" del pezzo di Mengoni) rispecchia tanto, troppo la classica struttura di Marco (che, guarda caso, si ritrova anche nel suo inedito "dove si vola"
: inizio basso, ritornello più alto, parte finale ancora più in alto di un'ottava. Su questo penso che siamo d'accordo.
-alberto90-
Armstrong
dice:
Il: 21/02/2010 alle 14:17
La voce di Valerio non è niente di chè, credimi.
Marco Mengoni ha cantato pezzi che Valerio non interpreterà mai.
Ricordo Psycho Killer dei Talking Heads, Back in Black, Onda su Onda, Il nostro concerto, Man in the Mirrow ecc...
La stessa canzone del festival, Credimi Ancora, avrebbe meritato la vittoria.
Peccato, la legge del televoto è un brutto cancro per gli artisti e per la buona musica molte volte
alberto90
dice:
Il: 21/02/2010 alle 13:15
Personalmente (e parlo da pianista), mi piace moltissimo il timbro vocale di Valerio, interessante quello di Marco. Le loro canzoni non erano chissà che.
Assolutamente fuori luogo Filiberto (sarebbe meglio ricordare che un Festival non è esattamente il luogo ideale per parlare di sé, in tal caso meglio optare per un libro).
Niente male il cambio di stile per Irene Grandi, l'aggressività di Noemi (anche se, ahimè, ci siamo già abituati al suo stile), convincente [e molto direi] l'adrenalina di Irene Fornaciari.
Per quanto riguarda Povia, mi domando se avrà mai il coraggio di osare arrivare in radio senza Sanremo (percorso molto più ripido e difficoltoso), le sue canzoni sembrano voler inevitabilmente destare l'attenzione del pubblico e sensibilizzarlo fino a portarlo alla vittoria. Lieto che stavolta non sia stato così.
Per innovazione musicale e ritmica, oltre all'elogio già fatto ad Irene Grandi, credo sia giusto inserire in tale contesto Arisa, ma avrebbe potuto creare un testo un pò più profondo a mio avviso.
Simone Cristicchi è a metà tra il convincente e il ripetitivo: se ammonisco Povia, stavolta è da farlo anche con il cantante che con "Ti regalerò una rosa" ha saputo davvero emozionare; la sua "Menomale" musicalmente è assente, si gioca su un messaggio di impatto e stupore morale.
Sorvolando gli altri artisti e i giovani vorrei concludere con l'artista che più mi ha convinto (in un discorso globale, sia musicalmente che "verbalmente"
: Malika Ayane.
Però non mi è dispiaciuta la vittoria di una voce così forte come quella di Scanu.
-alberto90-