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Invictus

Del 26/02/2010 di alberto90 in (Cinema) Votata 0 volte Lascia un commento

Il nuovo film di Clint Eastwood nominato agli Oscar, con M.Freeman & M.Damon,



Regia: Clint Eastwood
Sceneggiatura: Anthony Peckham (Don't say a word, Sherlock Holmes)
Musiche: Kyle Eastwood , Michael Stevens
Fotografia: Tom Stern (II)
Montaggio: Gary Roach , Joel Cox
Costumi: Daryl Matthee , Deborah Hopper

Cast
Francois Pienaar: Matt Damon
Nelson Mandela: Morgan Freeman
Linga Moonsamy: Patrick Mofokeng
Jason Tshabalala: Tony Kgoroge

Dati
Anno:2009
Nazione: Stati Uniti d'America
Distribuzione: Warner Bros
Durata:134 min
Data uscita in Italia:26 febbraio 2010
Genere: biografico

LA TRAMA:
Il presidente del Sud Africa Nelson Mandela protagonista di un'avventura straordinaria per riunificare il suo paese diviso da anni di apartheid e violenza sociale. Sarà lui ad incoraggiare la squadra di rugby Springbok guidata dal capitano Francois Pienaar a vincere il campionato del mondo nel 1995.

L'OPINIONE DE L'Espresso VOTO: 4 / 5
Vengono dette in gergo 'nobil-film' le opere cinematografiche probe, agiografiche, paragonabili a una buona azione: e 'Invictus' di Clint Eastwood sicuramente appartiene al genere. Appena eletto presidente del Sudafrica, Nelson Mandela, che aveva passato 27 anni in carcere e che i sudafricani neri chiamavano Madiba nella loro lingua xhosa, si rese conto che il primo compito era quello di riconciliare le due parti nemiche del Paese, i bianchi afrikaaner e i neri originari. L'occasione narrata nel film tratto dal libro di John Carlin 'Ama il tuo nemico' (Sperling & Kupfer) fu nel 1995 il campionato del mondo di rugby al quale la squadra sudafricana degli Springbook partecipava come ospitante: unico motivo, perché quel gruppo di torpidi perdenti giocava davvero male. Tra l'altro, mentre i sudafricani bianchi erano tifosi appassionati della squadra, i neri la odiavano come simbolo di razzismo, della sopraffazione e prevalenza bianca. Mandela intuì che una imprevista vittoria del Paese nel campionato avrebbe favorito la riconciliazione, e si mise al lavoro insieme con il capitano degli Springbook: incitò, spinse, trasformò i rugbisti in figure sociali, indossò (alla Pertini) la loro maglia. Ottenne la vittoria considerata politicamente necessaria. 'Invictus' perde la sua natura fin troppo edificante (del resto sarebbe stato difficile esercitare ironia e critica verso un uomo simile) quando filma le molte sequenze sportive. Si sa che il rugby è forse lo sport più fotogenico al mondo, che ne esistono infatti immagini bellissime: però gli scontri, le corse, i tiri altissimi, le sconfitte e le vittorie, la fatica e il coraggio, la brutalità e il bisogno di vincere non erano mai stati filmati con altrettanta forza, velocità, violenza, scatto, entusiasmo. Eastwood è pure coproduttore del film; il protagonista Morgan Freeman, così pacatamente elegante, è produttore esecutivo: 'Invictus' è un raro caso di kolossal d'autore, girato a Cape Town, Johannesburg e comunque tutto in Sudafrica, in cui gli autori hanno potuto fare quello che volevano.

L'OPINIONE DE Il Giornale VOTO: 4 / 5
È una bella storia, ma soprattutto una storia vera. Pazienza se qui Eastwood non è regista sobrio come in Gran Torino (...). Mezz’ora di meno e Invictus sarebbe un grande film. Ma ci sono momenti notevoli (...)

L'OPINIONE DE Il Corriere della sera VOTO: 3 / 5
il film finisce per imboccare la strada di una biografia politica fin troppo esemplare. Anche perché la scelta di accennare solo fugacemente ai tanti problemi che Mandela si trovò ad affrontare (da quelli familiari a quelli sociali e politici) se è comprensibile da parte di un regista sempre molto «pragmatico» e per niente «ideologico », finisce comunque per togliere forza e tensione allo spettacolo.




!!!EXTRA!!!
L'opinione di Roberto Saviano
Il finale te lo aspetti, ma non vedi l'ora che accada. Ed anzi hai paura che qualcosa possa andare storto, che la palla ovale possa far perdere il grande sogno della nuova nazione: il mondiale alla squadra del Sudafrica. La vittoria finale contro i rugbisti maori della Nuova Zelanda non è una vittoria sportiva ma uno dei risultati politici internazionali più importanti del novecento. Un popolo che si unisce in una squadra.
Esco dalla sala contento che il vecchio Clint non sbagli un colpo come speravo. Il Sudafrica oggi è quanto di più lontano esista dal paradiso arcobaleno in cui molti avevano sognato ma questo non toglie nulla alla lezione eastwoodiana di come la politica sappia essere cosa diversissima di quella che abbiamo tutti giorni sotto gli occhi. Di come possa essere, in tutti i sensi, il sogno di un uomo e di un popolo ancora desideroso di conquistare diritti e felicità. Che Nelson Mandela ha descritto con queste parole del poeta Henley: "Sotto i colpi d'ascia della sorte, il mio capo sanguina, ma non si china.... Non importa quanto sia stretta la porta... quanto piena di castighi la vita/ Io sono il padrone del mio destino. Io sono il capitano della mia anima".


L'OPINIONE DEL GIORNALE FRANCESE Le Monde VOTO: 3 / 5
Invictus è uno spettacolo efficace, interpretato onestamente e di un'emozione assicurata. Ma è anche, ahimè, uno dei rari film dove Clint Eastwood dà l'impressione di essersi quasi assentato

L'OPINIONE DEL GIORNALE SPAGNOLO El Pais VOTO: 2 / 5
Con una tematica tanto appassionante, tanto solista di lusso e un simile direttore d'orchestra il risultato di Invictus prometteva qualcosa di spettacolare. Ma non lo è. Si limita ad una pellicola tanto corretta quanto dimenticabile, sedicente sebbene leggermente emotiva, utilizzatrice di ricorsi facili con tendenza al piatto, schematicamente ben intenzionata, con vibrazione artificiosa, deludente.

L'OPINIONE DEL GIORNALE INGLESE The Daily Mail VOTO: 4 / 5
Il biopic di Eastwood non è convenzionale solo nel non voler saggiamente dire l'intera storia di vita di Mandela. Invece, si basa sulle sue rare qualità, così da creare veramente un tributo cinematografico ad un grande uomo.

L'OPINIONE DEL GIORNALE INGLESE The Sun VOTO: 4 / 5
Sapete l'ascesa nei film sportivi quando una squadra segna all'ultimo minuto per vincere la partita? Beh, immaginate quel momento combinato con l'unificazione di una nazione precedentemente lacerata dalla diversità razziale. Questo è il colpo che sferra Invictus. Sebbene si tratti di rugby, non boxe.

L'Opinione di -alberto90- VOTO: 5 / 5
Poesia allo stato puro l'ultimo racconto di Clint. Sarebbe riduttivo criticarlo per una biografia mancata su Mandela poichè la pellicola tratta di quest'uomo memorabile in relazione alla vittoria storica del Sud Africa nel match di rugby. Emblema fatidico di come anche il semplice credere nella rivalsa è pur sempre un nuovo inizio e di come una vittoria può portare al cambiamento o miracolo se così possiamo definirlo. L'interpretazione di Freeman e Damon è strabiliante, tutto è intimamente raccontato, come una sorta di favola che si conosce già ma la si vuole ascoltare per il piacere di arrivare al tanto atteso lieto fine.
E chi reputa Clint irriconoscibile non ha torto, ma sarebbe riduttivo considerarlo un difetto: è anzi un pregio che un grande nome come Eastwood sappia realizzare grandi prodotti sebbene inseriti in contesti da lui inusitati.

-alberto90-

Commenti:

alberto90 dice:
Il: 27/02/2010 alle 15:35 Per me lo è stato. Davvero un gran bel film! non perdetelo!

welcometolondon dice:
Il: 26/02/2010 alle 18:21 Lo voglio vedere, Morgan Freeman è uno dei miei attori preferiti (per non parlare del Rugby ^^)

DarkShinyM dice:
Il: 26/02/2010 alle 16:22 Strano, c'è Morgan Freeman e sembra bellissimo il film.
Sembra molto bello.

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